Il Blog di Priamo (182)

Certe notizie arrivano, inaspettate e oscure, solo all'alba. È proprio allora che devi mollare tutto e metterti di nuovo in viaggio.
Uno zio è in ospedale attaccato a delle macchine. Forse è solo questione di ore. Sta per andarsene, mi dice la voce al telefono. Rimaniamo in contatto per il bollettino dei medici, tra qualche ora. Lei è l'unico parente.
Si, dico io. Un parente che, malgrado tutto, si è sempre interessato a lui, anche se in questi ultimi anni qualcosa si è rotto dopo malintesi e parole aspre.
Penso così a lui, allo zio missionario tornato dal Congo che forse non si aspettava di morire così presto. Penso che tutti, quando arriva il momento, dobbiamo morire.
In un attimo mi attraversa la mente il brivido di un ricordo vivo. Mi sembra di essere ancora lì, in quella cucina, a parlare metà della notte di Dio e della paura della morte. Lo vedo sorridere serafico, senza dire niente.

Martedì, 10 Novembre 2015 08:21

La calata di Afrinto

La nuova strada taglia il monte per diagonali e gira in gole senza sole.
Intorno ai cantieri spiazzi di terra, quando rossa quando gessosa, hanno perso gli alberi in chiazze nude.
Sbuffi di polvere salgono rapidi e improvvisi dal verde o coprono speroni sulle curve sbiancate; il rumore degli scoppi tarda abbastanza, e anche se ripetuto fa girare il capo a tutti per osservare, un istante. Contano sulle dita e confermano che sono ancora lontani.
«Balzo. Dimmi quanti sono.»
«Mi sembrano di meno. Non più di quindici, Mesto.»
«Andiamo a bere.»

Mercoledì, 28 Ottobre 2015 07:32

Una vita leggendaria

Henry de Monfreid nasce il 14 novembre 1879 a La Franqui-Leucate da George-Daniel de Monfreid e Amélie Bertrand.

Suo padre è pittore e incisore, frequenta i circoli artistici parigini della fine del XIX secolo ed è grande amico di Gauguin. I suoi genitori, però, si separeranno nel 1892 e la madre avrà l’affido di Henry, che frequenterà il liceo a Carcassonne e poi l’università a Parigi (ma sarà un’esperienza che durerà poco).

Mentre è a Parigi per studiare Henry incontra Lucie Dauvergne, già madre di un bambino, che gli darà (nel 1905) il  primo figlio, Marcel.

Cambierà diversi lavori, farà l’autista e il chimico e nel 1906  si trasferirà a Fécamp sulla Costa d’Alabastro in Alta Normandia. Questo luogo (in cui Georges Simenon ambienterà importanti tratti del romanzo Pietr il Lettone) sarà per lui fatale e la vicinanza col mare rafforzerà il suo amore per la navigazione proiettandolo verso nuovi orizzonti e verso nuove avventure.


Venerdì, 16 Ottobre 2015 08:39

Il mostro ama il suo labirinto

Nel maggio 2012 Adelphi pubblica, con il titolo Il mostro ama il suo labirinto, i taccuini di Charles Simic, poeta serbo naturalizzato statunitense, una delle voci più interessanti del panorama letterario americano contemporaneo, più volte candidato al Nobel per la Letteratura. Questo libriccino, da gustarsi lentamente, una pagina ogni tanto, magari aprendolo a caso di volta in volta, è proprio questo: un quadernetto di appunti – diviso in cinque parti – dalla forma non definita che spazia dall’aforisma alla citazione, dalla polemica alla riflessione di carattere filosofico, politico, religioso, letterario e altro ancora. Largo spazio hanno i ricordi, spesso attinti dagli anni della crescita del poeta in mezzo alle crudeltà della guerra feroce che dilaniava il suo paese natale. Ricordi terribili, ricordi dolci dal sapore d’infanzia, a volte anche iniziazioni lubriche e ad un tempo innocenti.

Giovedì, 08 Ottobre 2015 09:08

Uno sguardo diretto sul volto delle cose

nwLa scrittura di Niall Williams è intensa, poetica e illuminante. Uno sguardo diretto sul volto delle cose che vede la bellezza anche nella deformazione più profonda e ci fa capire quanto il potere curativo della fantasia sia importante nella vita di ogni giorno.
Ruth Swain ha diciannove anni ed è costretta a passare le sue giornate a letto in una mansarda di una fattoria irlandese, sotto la pioggia, nel “posto che spetta all’io narrante, fra questo è l’altro mondo”.


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