Il Blog di Priamo (182)

Mercoledì, 22 Luglio 2015 14:28

Se così è la morte, non è brutto morire

Quando si era ragazzi pareva che con lo sciogliersi della neve fosse già arrivata l’estate e alla sera, dopo aver tanto giocato lungo il torrente con l’acqua del disgelo, ci si coricava stanchi e accaldati. Godendo il fresco delle lenzuola si piombava in un sonno ristoratore che durava dieci ore. Che bel dormire! Senza affanni, senza dolori, senza sogni. Se così è la morte, non è brutto morire. Ma maggio non è ancora estate, e da noi molte volte nemmeno primavera perché una nevicata può imbiancare il verde nuovo dei prati.

Giovedì, 16 Luglio 2015 09:54

Senza più voglia di ritrovar la retta via

Il 15 luglio 2003 ero in vacanza in Sardegna. Mia figlia aveva 5 anni, e la mia vita, esattamente dalla sua nascita, aveva declinato i verbi dalla prima singolare alla prima plurale: l'io - da sempre ingombrante per chiunque - era NOI. 
Avevamo affittato una casa vicino alla pineta, che attraversavamo più volte al giorno per recarci alla spiaggetta tranquilla che sentivamo anche un po' nostra, senza reclamarne la proprietà, ma condividendone lo spirito un poco spartano ma profumato e colorato di meraviglia.


Martedì, 07 Luglio 2015 08:29

Uno spiraglio sul mondo

Il viaggio per Astolphe de Custine era “un modo amabile di passare la vita” e forse una vera e propria vocazione da coltivare con rispetto.

La sua iniziazione al viaggiare avviene tra il 1811 e il 1814 quando il giovane Astolphe conosce l’Europa al seguito di sua madre scortata dall’amante di turno che lei presenta a tutti come medico e psichiatra del figlio. Visiterà la valle del Reno, la Svizzera e l’Italia.

Sabato, 27 Giugno 2015 15:37

Quelle parole entravano in me...

Ieri sera tornando a casa in auto, lungo l’autostrada, ascoltando prima il finale del cd di Rocchi-Maroccolo, e poi le sonate per pianoforte di Brahms eseguite da Gould, ripensavo alla serata, alla mia vita, alla leggerezza, al senso del non senso.
Ero stanco: venerdì sera estivo, ferie da fare, molti progetti in sospeso che danno euforia e che schiacciano col loro peso specifico, in un gioco di continui equilibrismi, mai stabili.

Venerdì, 26 Giugno 2015 14:02

A pranzo con Orson

HJ: I francesi conoscevano Quarto potere?

OW: Credevo che a Parigi fosse stato un successone, e invece una volta là scoprii tutto il contrario. Non sapevano chi fossi. Non sapevano cosa fosse il Mercury Theatre, la mia compagnia, e io pensavo di sì, visto che io conoscevo il loro teatro. Mi hanno proprio snobbato. Quarto potere diventò famoso solo più tardi, e molti lo detestarono. Negli Stati Uniti fu capito; in Europa, no. La prima volta che ne sentirono parlare fu quando Jean-Paul Sartre lo demolì. Ci scrisse sopra un papiro di quarantamila parole.

HJ: Be’, magari lo trovò politicamente offensivo; non so.

OW: No. Secondo me lo fece fuori perché fondamentalmente è una commedia.

OW: Lo è. Nel senso classico del termine. Non perché faccia sbellicare dal ridere, ma perché gli elementi tragici sono caricaturali.

HJ: Non ho mai pensato a Quarto potere come a una commedia. È profondamente emozionante.

OW: Certo, ma anche le commedie possono emozionare. La grande epopea di Xanadu ha un lato satirico. E Sartre, che non ha il senso dell’umorismo, non poteva apprezzare.

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