Il Blog di Priamo (182)

Mercoledì, 16 Luglio 2014 00:00

Il peso sospeso delle parole

Capite che il tempo è un elemento poroso,
elastico, che si presta  mirabilmente a
 un certo tipo di manifestazioni…
Julio Cortázar (Berkeley, 1980)

Avevo voluto strafare: tra le dita reggevo una quantità esagerata di calici vuoti con gli steli rovesciati e trattenuti per il fondo. Udivo di sotto la frenesia degli amici in vena di lasciarsi andare. Scendevo le scale che conducevano in cantina. Un passo falso e mi ero sbilanciato su un gradino smussato: oddio! Cadendo avevo tentato di sorreggermi al corrimano della ringhiera, i cristalli avevano sbattuto sul ferro, qualcuno si era spezzato, ferendomi. Nella caduta avevo rovesciato il vaso di gerbere all’angolo del pianerottolo ammezzato, l’acqua dei fiori e il suo sentore fetido si erano sparsi. Avevo sbattuto la faccia e mi doleva la bocca. Restai riverso per un tempo indefinibile, impaurito dal piccolo disastro, il cuore pulsava più forte. Tastando intorno, cautamente, mi resi conto con una certa emozione che stavo nel letto. Morbidamente: assaporai la consistenza cedevole del materasso. Provavo un senso di benessere, strano, dolceamaro: mistero del sonno, nel suo dominio assoluto neppure i sognatori hanno il minimo credito. Avvertii una specie di consolazione dentro: si affacciò il pensiero bello di Alberta. Ma intriso di un senso di pericolo. Ero già morto da troppo tempo. O almeno mi consideravo troppo invecchiato o troppo rassegnato per immaginare che sarebbe entrata in scena una lei. Capita, ad un certo punto, che un uomo solo - anche un po’ deluso - sprofondi nella propria vita come su un divano sformato dall’uso. Per abitudine azzarda perfino a dire che ci sta comodo.

Lunedì, 14 Luglio 2014 00:00

Il lato comico dell'amore

Il professor Caonero è un omosessuale tutt’altro che impenitente. Anzi, cresciuto con un tormentoso senso di colpa (causato, nella sua interpretazione, da una perfetta educazione cattolica), solo adesso, a 65 anni, sembra aver raggiunto una discreta accettazione di sé e delle proprie inclinazioni sessuali. Discreta perché comunque il presente gli sfugge (forse gli sembra di poterlo fissare nel libro che scriverà, ma pure quello è nel futuro, è fatto di desiderio) e sembra che la felicità sia sempre altrove, sempre nel sogno e mai nell’attuazione. Tanto che Caonero vive due storie parallele ed eroticamente intense – con il giovane e incolto Luca e con il ricchissimo stilista Pierre – e sembra che desideri l’uno giusto nel momento in cui sta con l’altro.

Venerdì, 11 Luglio 2014 00:00

La memoria del pesce

Un evento seppur vistoso e insolito nella vita di un pesce resta nella sua memoria per circa dieci secondi, al massimo per quindici.
Non sembra dunque più essere vero quello che raccontano i pescatori; e come valutare i loro consigli alieutici, che ci sono stati cari e anche ossessivi. Mi spiace perdere quelle imprecisioni o menzogne, falsi indizi e supreme, presunte verità. Però rivedo in lontananza quegli amici di un tempo, e non posso che sorridere.
Ho dimenticato molto, quasi tutto; frammenti involontari restano e circolano liberamente sparsi; come vogliono loro.
Ci sono eventi o piccole storie di cui si vergognerebbero, o forse si vergognavano. E io le conoscevo. A parti invertite, molto mi dispiacerebbe e me ne angoscerei. Vorrei molto che gli altri avessero la memoria del pesce.

Giovedì, 03 Luglio 2014 00:00

Addio giovinezza

La Torino della Belle Epoque non è Parigi, frivola e trasgressiva. Non ha il quartiere latino e le ballerine di Can-Can. Torino è austera e signorile con la collina di Superga, il parco del Valentino, la reggia di Stupinigi ed è poco distante da montagne magnifiche, degna capitale della dinastia Sabauda.
Nino e Sergio ci si trovano bene, e poi sono giovani e la giovinezza espande ovunque i suoi profumi. Un po' di provincialismo, rispetto ai loro coetanei d'oltralpe, non guasta e i due amici hanno molta fantasia e poco denaro da spendere. Nino è piuttosto esuberante, ironico, estroverso. Ama la poesia e conosce le correnti culturali che vanno per la maggiore in Europa, oltre ad avere numerosi amici sia tra i “Crepuscolari” sia tra i “Futuristi”, senza per questo far parte dell'una o dell'altra schiera.
Sergio invece è riflessivo e introverso, forse è meglio dire riservato, ma ogni frase che pronuncia difficilmente ha qualcosa fuori posto. Nino e Sergio sono studenti e un giorno decidono di scrivere una commedia sulla goliardia torinese. Una commedia “borghese” che racconti una storia semplice e pulita, come pulite sono le anime dei suoi autori.

Lunedì, 30 Giugno 2014 00:00

In ogni racconto c’è un incontro

Ho letto Cammini e viaggiatori in anteprima, quando era ancora un file per ipad.
La montagna è sempre stata per me vacanza, sosta: sin da bambino, ho avuto la fortuna di fare le vacanze in Trentino ogni estate, per un paio di mesi. Questo approccio, questa intimità quasi domestica, questo sentirmi a mio agio nei boschi, è dovuto a quanto appena scritto: ho introiettato gli elementi che ne fanno parte: l’aria, l’altezza, gli odori, il silenzio, la semplicità, la maestosità, senza pensarci o farci arzigogoli cerebrali: è così, punto.
Quando ho letto i racconti (?), reportage (?), confidenze (?) di Marco Crestani, amico scrittore e editore, mi sono sentito totalmente coinvolto in queste passeggiate sui sentieri delle montagne del nord est; luoghi in cui la guerra è stata combattuta, vissuta, fino alle estreme conseguenze.

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