Super User

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Giovedì, 22 Agosto 2013 17:43

Marco Crestani

Marco Crestani scrive rigorosamente a penna o a matita indagando le derive compulsive della scrittura. Ogni tanto dedica qualche giornata a porsi domande dalle risposte difficili, domande che le persone prese dagli impegni di routine quotidiane faticano a farsi e alle quali cercano di stare alla larga.
Per Priamo-Meligrana ha pubblicato Cammini e viaggiatori, per Priamo Cartoline dal fronte (con Cristiano Prakash Dorigo), Freya e Vera (con Andrea Vollman) e L'anarchico Emilio (con Cristiano Prakash Dorigo).

Mercoledì, 20 Aprile 2016 16:24

Parole che ci piace conservare



36010 Velo D'Astico (Vicenza)

Una terrazza che offre una prospettiva inimmaginabile su questi luoghi, sereni, nel ricordo… Luoghi amati da Antonio Fogazzaro, parole che ci piace conservare. Parole algebriche, parole meccaniche e parole pneumatiche. Conflitti fra senso del dovere borghese e spirito di ribellione alla morale imperante…
MC

Mercoledì, 20 Aprile 2016 15:08

Arianna Franzan

Arianna Franzan è nata a Thiene e vive a Breganze, provincia di Vicenza, con il marito Giovanni e i figli Giulio e Pietro. Ha studiato Scienze Biologiche e insegna materie scientifiche in un centro di formazione professionale.
Ha scritto un racconto (Gocce di fuoco, 2004) pubblicato nella rivista “Quaderni breganzesi”, la sceneggiatura di un film (Nei miei sogni, 2014, regia di Matteo Pauletto) e uno spettacolo teatrale (Alla fine arriva sempre l’estate, 2015, regia di Luisa Vigolo).

Mercoledì, 20 Aprile 2016 14:29

Giuseppe Braga

Giuseppe Braga è nato, vive e lavora a Milano. Nel 2006 ha pubblicato il romanzo Ma tu lo conosci Joyce? con Sironi Editore. Suoi racconti sono apparsi in Antologie e riviste letterarie. Nel 2011 è uscito l’e-book Oblò (e il mondo guardo da) per Meligrana Editore. Entrambi i testi non hanno inciso sulla storia della letteratura italiana, d’accordo, ma solo per congiunzioni astrali assai sfavorevoli (per inciso: al detto “non c’è due senza tre” non ha mai creduto). Non possiede il dono dell’orecchio assoluto ma nonostante ciò è il felice cantante della Missibilli Club Band. A tempo perso dipinge e realizza collage, ridando vita a oggetti in disuso. Tiene per l’Inter ma non ne fa una questione di vita o di morte (tanto per stare in tema).

Venerdì, 15 Aprile 2016 15:38

I doni del silenzio

La poesia è dono, per chi scrive e per chi legge. Il silenzio, non come stato fisico, bensì disposizione d’animo che riflette i moti profondi del nostro essere, è condizione indispensabile dell’atto poetico. A pieno diritto questa raccolta di venti liriche, tratte dal racconto poetico “Riflessioni” di Gilberto Antonioli rientra in tali coordinate. Un flusso creativo quello dell’autore che, metaforicamente, può definirsi come un fiume in piena per la ricchezza lessicale e il ritmo incalzante, talvolta ipnotico, del verso.

Giovedì, 14 Aprile 2016 17:08

Per dovunque viaggiassi ero uno straniero



Nanos Valaoritis
è nato a Losanna nel 1921. Famiglia greca. Studi giuridici e umanistici ad Atene, Londra, Parigi. Dal 1939 ad oggi, decine di raccolte poetiche, prose e saggi. Teatro. Disegni e pittura. Fondatore di riviste d’avanguardia. È vissuto a lungo a Londra, Parigi, San Francisco; fuoriuscito durante la dittatura dei colonnelli; da diversi anni è tornato a vivere stabilmente ad Atene.
Questo testo inedito è stato letto il 21 marzo 2016 ad Atene per la “giornata della poesia”.
Una scelta di sue poesie in traduzione italiana è pubblicata su «Poesia», 287, novembre 2013.

Venerdì, 08 Aprile 2016 14:00

Una sorta di pioniere



Stefano (Stephen) Sommier nacque a Firenze, da genitori francesi, nel 1848. Fu botanico, viaggiatore, fotografo, antropologo. Fu soprattutto un uomo mite in continua tensione conoscitiva, un ricercatore sul campo con un punto di vista originale come la sua vita.
Nel 1870 effettuò la prima raccolta botanica sul Monte Argentario e negli anni seguenti estese le sue esplorazioni a gran parte dell’Italia e a diversi luoghi d'Europa.
Nel 1878 intraprese il suo primo viaggio in Scandinavia e si ingegnò a fotografare, incoraggiato dall'amico Paolo Mantegazza, medico ed antropologo di fama internazionale tra i protagonisti del dibattito italiano sull'evoluzionismo.

Martedì, 05 Aprile 2016 11:05

Sapere ermetico nascosto


Cappella Sansevero, Via Francesco De Sanctis, 19/21, 80134 Napoli.


L’alchimia della cappella. Un'originalità d'invenzioni senza precedenti. Virtuosismi, definizione dell'anatomia e delle forme dei corpi sotto veli aderenti e bagnati.
Venezia, il restauro della Scala dei Giganti e delle sculture di Palazzo Ducale, la separazione tra l'arte dei tagliapietra e quella degli scultori... Il Barone di Montesquieu che, nel suo Viaggio in Italia , nel 1728, scrive: «Attualmente c'è uno scultore, a Venezia, chiamato Corradino, Veneziano, che ha fatto un Adone, che appare una delle cose più belle che si possano vedere: direste che il marmo sia carne; una delle sue braccia cade senza cura, come se niente la sostenesse».
Saperi ermetici nascosti in complessi scultorei…
Venerdì, 18 Marzo 2016 13:35

La malattia di Rimbaud



Rimbaud soffriva di abilità criptolessica acuta. A lungo andare, un malintenzionato dissacratore potrebbe sostituire acuta con maniacale.
Ditemi che questo dono, o questo disturbo, non esiste e io sono d’accordo.
Però andiamo un po’ a vedere cosa succede nel caso in cui uno ne soffra, o almeno ne sia toccato, paradossalmente illuminato: sofferenza potrebbe non esserci; e anche non trattarsi di malattia, ma di una risorsa straordinaria, di un esempio di abilità assolute.
Non ditemi che stiamo parlando del nulla, o di un caso del tutto astratto, teorico; perché un caso reale, o come lo si voglia chiamare, identificare, un caso almeno c’è. Ed è quello di Arthur Rimbaud.

Venerdì, 26 Febbraio 2016 08:39

Ciò che si è salvato vuole parlare

Caro M.,

sono contenta di aver ricevuto la tua Lettera.
Finalmente possiamo chiudere un ciclo e riaprirne un altro.
Benché illusorio, è un modo di suddividere l'esistenza, ordinarla in tappe, o tutto, troppo, ci franerebbe addosso.
Scopro un linguaggio antico per parlarti, come se fosse già scritto dentro di me.
Non devo fare altro che restituirlo alla luce, riportarlo al presente.
La cancellatura del titolo mi procura grande piacere.
Ti consegna spoglio alla lettura, più vicino all'anima, che cerca incanti.
Perché evochi altri contatti?

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