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Mercoledì, 26 Agosto 2015 13:49

E, frammezzo, punti di silenzio abissali


Borgo Valsugana (Al Bórgo in dialetto trentino).

Un borgo che come tutti i borghi è costituito da irregolarità, avvicendamenti, precipitazioni, intermittenze, collisioni di cose ed eventi, e, frammezzo, punti di silenzio abissali; da rotaie e da terre vergini, da un gran battito ritmico e dall’eterno disaccordo e sconvolgimento di tutti i ritmi...

Martedì, 25 Agosto 2015 09:49

Il ginocchio di Eva, tuttavia

Chi ha messo insieme quella storiella è stato bravo. Infatti non è stata dimenticata, lungo un tempo difficile da misurare, in attesa inconsapevole di poterla scrivere. Si è aspettato insomma di passare dalla tradizione orale (con suoni molto probabilmente sconnessi, disarticolati piuttosto) alla scrittura (con imprecisioni e forti incertezze di sintassi, sicuramente confusa). E in tanti luoghi, in continenti diversi, in qualunque tribù, tutti hanno dato voce alla stessa storia e si sono riferiti a una paradisiaca location [sic], perduta.
C’è stata nel tempo e nei luoghi un’ampia schiera di primi legiferanti, guru, martiri e stregoni, che sono tutti parecchio rassomiglianti, nelle diverse quanto incerte memorie collettive, o meglio in impossibili ricordi, se non inventati per qualche scopo.
Però con quelli, con personaggi così, ci si può governare il mondo. Non sembri poco: altri hanno faticato molto di più, sicuramente.
Tuttavia, visto che la diamo per una storiella, non daremo troppo peso: stiamo parlando solo per divertimento.
Tuttavia: «Non sarebbe il caso di cercare qualcosa d’altro?». «Sì!!...», tutti risposero in coro.
Mi adeguerei, ma non mi è mai sembrato necessario cercare il successo nella folla.

Domenica, 20 Luglio 2014 14:33

A Venezia, come sempre...

Venezia, oggetto di tensioni e desideri mai sopiti...

Lunedì, 15 Giugno 2015 11:56

Nella Cesena di Renato Serra

A Cesena, nei luoghi di Renato Serra. Nella “provincia”, che l'autore de l’Esame di coscienza di un letterato ha sempre considerato luogo simbolico in cui si può vivere un ironico e intelligente distacco verso gli schemi e le figure della cultura “ufficiale”...

Giovedì, 20 Agosto 2015 11:23

La strada interrotta

A Orşova ritornava il Danubio. In quel punto era largo quasi un chilometro e meno, ma subito a occidente ribolliva fra i mulinelli della stretta gola del Kazan — il «Calderone» —, che misura appena centocinquanta metri. Da quando mi ero lasciato alle spalle Budapest, questo fiume insaziabile si era rimpinzato delle acque della Bava, della Drava, del Tibisco, del Maros, della Morava, e di tutta una serie di tributari meno noti. Poco dopo Orşova, al centro del fiume, la piccola isola di Ada Kaleh divideva la corrente. La fila di tetti di legno dell’isola, impennacchiata di pioppi e gelsi, era rotta all’improvviso da una bassa cupola e da un minareto, e per le strade vagavano curiosi personaggi in costume ottomano; l’isola infatti era rimasta etnicamente turca, unico frammento superstite in Europa centrale, al di fuori delle moderne frontiere della Turchia, di quell’immenso impero che era stato fermato e poi costretto ad arretrare solo davanti alle porte di Vienna. Le montagne basse e scoscese sulla sponda opposta appartenevano alla Iugoslavia.

Certi capolavori incompiuti sono appassionanti, inafferrabili, ti aprono la mente e un po’ ti cambiano.
La strada interrotta è una sorta di libro sospeso e fa parte di una trilogia (con Tempo di regali e Fra i boschi e l’acqua) che è un caso unico fra i libri di viaggio del Novecento.

Mercoledì, 19 Agosto 2015 17:06

Un avvertimento del contrario...

Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. Avverto che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica. Il comico è appunto un avvertimento del contrario. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente s’inganna che parata così, nascondendo così le rughe e la canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.
Domenica, 16 Agosto 2015 17:47

Ricordati dei fiori si presenta

Ricordati dei Fiori di Giuseppe Braga (Priamo, 2015) è stato presentato a Milano alla libreria "Linea di Confine" e alla manifestazione "Finestre sul Cortile" (assieme agli altri nostri autori Eleonora Molisani e Paolo Pizzato).
Il 29 luglio alla Buca di San Vincenzo, in via San Vincenzo, a ‪Milano‬ la band di Giuseppe Braga, MISSIBILLI CLUB BAND, ha accompagnato le letture di Ricordati dei Fiori. Sono intervenuti anche i nostri autori Eleonora Molisani e Paolo Vitaliano Pizzato. Grazie a tutti per una splendida serata. Priamo rocks!

Domenica, 16 Agosto 2015 17:36

Un'estate intensa per Eleonora Molisani

È stata finora un'estate intensa per Eleonora Molisani e il suo Il buco che ho nel cuore ha la tua forma (Priamo/Meligrana, 2014), e piena di grandi soddisfazioni!
Il libro ha ottenuto diverse recensioni tra le quali su: Panorama, Vanity Fair e diverse altre testate.
L'autrice ha incontrato e continua ad incontrare i suoi lettori a Milano, Bologna Ferrara, La Spezia, Lidi Estensi e altrove (Qui l'elenco completo di recensioni e presentazioni: https://www.facebook.com/pages/Il-buco-che-ho-nel-cuore-ha-la-tua-forma/1491196964502204?fref=ts)
Brava Eleonora!

Lunedì, 03 Agosto 2015 15:59

L'Aquila, una domenica pomeriggio

Arrivando all’Aquila da Roma, la si vede dall’alto dell’autostrada, e sembra soltanto una città di provincia italiana poggiata tra i monti. Proseguendo verso il centro dopo pochi minuti di assoluta ordinarietà, salendo da sinistra, si ha il primo impatto con la sua specifica realtà: il primo condominio giallo è tutto buchi e crepe.
Non ho grande esperienza di città martoriate da guerre o cataclismi, ma ho subito pensato a Sarajevo e Beirut: si rimane un poco interdetti, quasi storditi.

Mercoledì, 22 Luglio 2015 14:28

Se così è la morte, non è brutto morire

Quando si era ragazzi pareva che con lo sciogliersi della neve fosse già arrivata l’estate e alla sera, dopo aver tanto giocato lungo il torrente con l’acqua del disgelo, ci si coricava stanchi e accaldati. Godendo il fresco delle lenzuola si piombava in un sonno ristoratore che durava dieci ore. Che bel dormire! Senza affanni, senza dolori, senza sogni. Se così è la morte, non è brutto morire. Ma maggio non è ancora estate, e da noi molte volte nemmeno primavera perché una nevicata può imbiancare il verde nuovo dei prati.

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