Mercoledì, 21 Settembre 2016 08:01

Diario di un insegnante ai Tropici (Fifteen)

[Insegno “Italian Writing Workshop” a Florida Atlantic University. Studenti da tutto il mondo scrivono in Italiano, svolgendo temi secondo precise indicazioni. Per esempio, “Un momento di felicità”, ove lo studente deve raccontare e trasmettere in 500 parole un attimo di gioia assoluta. Ecco la composizione di Camila Rochwerger, Argentina di Buenos Aires, trasferitasi a Miami a 5 anni e quindi bilingue (Spagnolo e Inglese), studentessa di Italiano a livello avanzato. Ho limitato il mio editing al minimo indispensabile, lasciando che la lingua di Cami, coi suoi richiami angloispanici – un Italiano nuovo – emerga calda e potente].



Una fetta di limone verde
di Camila Rochwerger

I frammenti di polpa ballavano nel bicchiere d’acqua. Un bicchiere d’acqua dalla forma simile a un bicchiere di vino. Così per darci importanza, naturalmente. Le sue dita tatuate d’eleganza e grazia: come se non avessi mai visto un uomo di ventisei anni estrarre il succo da una fetta di limone verde. Perché i suoi movimenti erano il fuoco della nostra conversazione, una danza di sguardi scambiati in cui l’unica musica era il silenzio tra noi. Presumo che si potesse almeno sentire il chiacchiericcio sullo sfondo dei tavolini, ma questo rumorio è diventato una nuvola quasi tranquillizzante che incorniciava il palcoscenico muto: i nostri sgabelli all’angolo del bar, una coppa d’acqua e una mano tatuata d’eleganza e gentilezza, ma pure coperta dell’arte di aghi ed inchiostro nero. E mentre le particelle d’acqua ispiravano l’acido citrico, anche l’aria tra noi aveva cominciato ad ingoiare la tenerezza di questa conversazione. E poi questo sguardo mio ancora su questa mano tatuata finalmente è partito, continuando sui tatuaggi sul braccio e poi quelli che scomparivano sotto la manica. Ma i miei occhi non hanno perso la speranza; hanno trovato il coraggio di proseguire e incontrare quel sorriso. Quel sorriso diabolico, felice, e affettuoso – tutto allo stesso tempo. E contagioso, naturalmente. Ho sentito un’onda calda di familiarità sfiorare il mio viso.

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