Sabato, 15 Ottobre 2016 11:44

Gocce di fuoco

“Se continua così fra un po' piove”.
Entrava sempre così, colorando la casa con i toni del giallo e dell'arancio, anche in inverno. Quella frase era il tormentone che faceva sempre ridere i suoi figli perché la diceva solo quando fuori pioveva a dirotto, e più era forte la pioggia più c'era gusto.
Giulio aveva sempre vissuto sopra le righe e aveva quella rara capacità di fare della vita un continuo gioco, una sfida, ma nel senso buono del termine. E questa sua capacità, che neanche si rendeva conto di avere, lo aveva portato ad essere conosciuto da un sacco di gente, stimato nel suo lavoro, cercato da tutti e adorato dalla sua famiglia.
Il giorno in cui incontrò Adriana era ad un colloquio di lavoro, per fare l'operaio in un maglificio. Il titolare gli stava mostrando la fabbrica quando si videro e in un solo momento, tra macchine, lamiere e rumori grigi unirono per sempre i loro cuori.

Ma non avrebbe fatto carriera in qual campo. La sua passione per i motori lo avrebbe fatto diventare una delle figure di punta di una storica ditta di motociclette, e rideva sempre sotto i baffi quando lo chiamavano dottore.
In ogni caso, quel giorno di pioggia non aveva in mente le moto. Per lui era arrivato il momento di affrontare una nuova prova che si poteva definire quasi “spirituale”. Si può per intenderci, pensare ad una specie di filosofia. Uno può passare la sua vita a ricercarne il senso sui libri o nella meditazione, oppure si cerca il senso proprio dove c'è, la vita, come in una strada da percorrere, sentendo il vento che ti entra dentro e ti rende partecipe del suo viaggio, o nell'acqua di un fiume, impetuosa e nervosa, o calma e serena che corre inesorabilmente a ricongiungersi ed annientarsi nel mare.
E lui voleva incontrarsi con quell'acqua, forse per capire quali sono i sentimenti di ogni piccola goccia che corre felice e spaventata verso la sua fine.
Da un po' aveva iniziato ad allenarsi con la canoa da discesa, non senza lo stupore e l'incredulità di chi l'aveva visto per tutta la vita tra le moto, i circuiti, l'odore d'olio e il rumore assordante che per lui era musica. Ma lui era Giulio, e una cosa così ci poteva stare, cioè rientrava nel naturale divenire dei suoi pensieri, che sembrava non avessero un senso logico, ma ce l'avevano, eccome se ce l'avevano.
Ed era arrivato il momento: una gara! Perché uno sportivo le gite le lascia a qualcun altro.

Andò subito a sistemare la canoa sopra la macchina quando cessò di piovere, mentre Adriana preparava i panini che non aveva ancora preparato nella speranza non smettesse affatto di piovere, e pensava a cosa aveva fatto di male per dover seguire il marito nelle sue imprese folli. Forse lo pensarono anche i figli ma non lo diranno mai a nessuno.
Il giorno della gara è ancora impresso in loro come in una fotografia sbiadita: bambini che corrono, erba verde chiaro, uomini muscolosi con la canoa in mano e l'imbragatura di gomma che un po' fa ridere perché sembra una gonnellina venuta male e indossata dalle persone sbagliate. E il fiume, che all'arrivo corre lento, ma in alcuni punti del percorso di gara crea un rumore assordante e minaccioso.

Categoria veterani! Alla partenza!

Era lì, davanti a tutti, pronto a incontrare l'acqua, le rocce, i rami che cadono nel fiume.

Via!

I primi metri sono sempre i più difficili, perché ci si cala in un elemento sconosciuto e bisogna capirlo, assecondarlo e domarlo. Ma non passò molto tempo per lui, a breve era già uno con le sue amiche gocce che lo chiamavano, lo incoraggiavano, si burlavano di lui, e lui le sentiva ridere mentre si alzavano nell'aria, e la loro felicità diventò la sua, e subito la smorfia di fatica si trasformò in sorriso e poi il suo sorriso si allargò in una risata sempre più fragorosa, e rideva, rideva mentre l'acqua gli sbatteva in faccia, mentre l'acqua gli entrava in bocca, e lo faceva ridere sempre di più fino a non sentire le braccia dolenti, il rumore della canoa che sbatte sulle rocce, e del fiume che da fuori sembrava così minaccioso. Sentiva solo la sua risata e gli sembra che si espandesse fuori dal fiume come un'onda nei prati, nelle città, nel mondo, nell'universo.
Questa sì che è vita!

Eccolo! Il concorrente numero tre sta arrivando, forza, è molto affaticato, ma sta per tagliare il traguardo!, Ce l'ha fatta, grande, è il campione regionale della categoria veterani!

La voce dello speaker gli arrivava lontana, perché le sue gocce gli stavano ancora parlando.

Epilogo

Mio padre è morto in una giornata di sole, mentre era in moto e tornava a casa.
Mi piace pensare che in quel momento lui era felice come in vita sua non era mai stato.
Ed era quello il momento.
Come una piccola goccia di un grande fuoco in un fiume d'asfalto, che arriva finalmente al suo mare.


(Arianna Franzan)

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