Lunedì, 01 Luglio 2013 09:45

Io, vulcano

Vivacità, destrezza, manualità, progetto, intraprendenza, buio fascino della dissimmetria, forza e visione. Può bastare per fare un dio, quando non pretenda di essere tutto.
Se poi mi avete classificato storpio, sporco, deforme, diverso dagli altri dei, così bravini, non me la sono neanche presa a male. Dimostrazione di superiorità. Non sottovalutate il fatto che Afrodite mi ha preso, formalmente e ufficialmente, ma non voglio dar peso a quella encomiabile riuscita. Sono dio di mondo, e so come vanno le cose.
Avevo anche qualità, di quelle che si tengono nascoste per un pudore antico, quando ancora c’era, o c’erano quelle. Va bene così. Ci è toccato a tutti di avere un ribasso di fama, ma i rigurgiti di gloria esistono per questo, per rovesciare le attese, e noi tutti, quasi tutti, siamo piuttosto ottimisti.

Sì, sì, voi continuate così, a chiedervi come sia stato possibile che lei, l’unica, la grande, l’impareggiabile, l’ormonica [!], perché di ormoni si trattava, o di leggende, la maggiorata fra le statue e l’eleganza sottile negli incontri, scegliesse per casa la grotta dalle pareti di lava fluente. Questione di gusti, direte irridendo; io ne so qualcosa di più. Poiché non credevo nella fedeltà, nell’esclusiva, negli imprigionamenti, tipo affetti e passione, un equilibrio si trova.
Uno che sa fondere frecce e lance trapassanti, cesellare lo splendore di corazze e scudi che resistono al declinare della memoria, mica ferri da cavallo, non sa forse intessere carezze preziose? Afrodite, nata dalle schiume del mare – a Cipro ce n’è in abbondanza, di schiume e di altre come lei a saper cercare – per rapprendersi e consolidarsi, scolpita e ornata, mobile e sinuosa, estatica e sognante, aveva bisogno di aiuto; io sono intervenuto e me n’è stata grata: per il capolavoro.
Bene, possiamo cominciare a ragionare; anzi l’ho già fatto.
So che qualche sfortunato fra voi sta dalla mia parte, mira a una rivalsa rara, e non è tenuto a dirlo. Anch’io ho tardato abbastanza a trarre pensieri, parole e saggezza, con difficoltà ma siamo fortunati.

(di Bruno Pompili)

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