Incontri & Viaggi (35)

Mercoledì, 09 Ottobre 2013 15:59

Una cena in compagnia

Ho deciso di cenare in una trattoria, dove mi ero già recato un paio di volte. E’ accogliente, famigliare, e poi alcuni piatti non li trovi così facilmente da altre parti. Ho scelto polpette con purè di contorno e un bicchiere di vino rosso.
Non disdegno mangiare da solo; per molti è quasi un sacrificio.
Al tavolo di fronte siedono padre, madre e figlio affetto dalla sindrome di Down e sotto il tavolo è accucciato un cane. Da alcune parole che scambiano con il proprietario del locale, capisco che vengono da Rovigno, in Istria, un tempo italiana, oggi terra croata.
Il ragazzo ha un’età indefinita, ma non è giovane e come tutti quelli affetti da quel tipo di sindrome, ha gli occhi che ricordano il taglio orientale.

Giovedì, 03 Ottobre 2013 08:30

Elena si orienta

Pochi si sono chiesti cosa è successo dopo. Il prima è stato raccontato, ma nessuno è mai venuto a chiedere il mio parere e la mia memoria. Né sulla vita precedente la caduta della mia città d’accoglienza, né dopo sul lungo sentiero dei ricordi vagando da reggia a reggia, più come schiava che signora. Benché nuova sposa di re.
Nessuno mi ha chiesto conto di qualcosa, come se fosse una cosa normale o consueta la fuga dalla mia casa con un altro uomo. E forse era così; io invece mi sono data delle colpe e dei pentimenti; io stessa mi figuravo dei processi, degli insulti (qualcuno c’è stato), degli schiamazzi fuori delle porte persino del mio attuale palazzo. A nessuno importava niente. Non una parola di curiosità del mio recente sposo; mi terrebbe allora come un trofeo, senza pensare che nel nostro letto posso trapassarlo a piacimento. Non ero famosa per aver organizzato già una fuga, più abile di Medea e senza sangue?
Le domande bruciavano solo sugli occhi delle donne; che trattenevano le parole lontane dalla voce.

Martedì, 01 Ottobre 2013 15:26

Passo del Rombo

Ero convinto che sarei morto all’improvviso, e ci pensavo sempre quando mi mettevo a letto. Questo tuttavia non mi turbava più, aveva anzi un effetto singolare che non è facilmente spiegabile. Mi sentivo come se fossi un sopravvissuto, e in qualche modo vivessi una vita postuma. Non dormivo più con la luce accesa, e da molti mesi avevo smesso di ricordare i sogni.
Sdraiato sul letto, ascoltavo la pioggia battere alla finestra. Mi domandavo quando sarebbe cessata, e se il mattino dopo avrei avuto voglia di una camminata lunga o breve.
Per prima cosa quella mattina mi resi conto che stavo prendendo un raffreddore. Il cielo era minaccioso e nero e mi infilai in un bar dove mi ingozzai di caffè e biscottini al miele per togliere il freddo e l'umidità dalle ossa e prepararmi alla grande salita che avevo in mente di fare.

Mercoledì, 12 Giugno 2013 06:55

Vecchi mestieri

«Sto cercando Piero Crepaldi!» esclamai.
Una faccia sparì dietro una tenda e improvvisamente ricomparve sull’uscio dicendo: «È  andato a casa. La prima strada a sinistra prima del bosco», e si dileguò di nuovo. Presi la strada indicata, chiesi informazioni alla prima casa e trovai Piero alla fine della contrada.
«Sto cercando la vecchia miniera di sale di cui si parla nel depliant turistico e in paese mi hanno detto che lei accompagna chi vuole visitarla…»
«È vero. Però oggi devo andare a tagliare le ginestre», mi disse.
«Capisco. Forse però può dirmi come fare ad arrivarci.»
Si tolse il berretto e si passò una mano sulla testa. «Certo, andarci è possibile: non è poi così lontano. Però è difficile spiegarti la strada. Mi spiace proprio di non poterti accompagnare». Si rimise il berretto. «Senti una cosa: vieni con me fino al posto dove devo andare, così sei sulla strada giusta e puoi vedere il punto da cui partire.»

Martedì, 14 Maggio 2013 17:26

Ogni esistenza è degna di attenzione

Una settimana fa sono scesa nelle Marche in occasione di “Macerata Racconta". Bella manifestazione, per due motivi: un po' per l'argomento - i libri e le “distanze”, geografiche, sociali, culturali, trattate nel corso di vari interventi -, un po' perché ho avuto modo di incontrare persone con le quali sono in contatto da anni, ma che non ho occasione di frequentare spesso. Fra di loro c'è Orlando Micucci, editore di Gwynplaine Edizioni, una persona assolutamente squisita, così come squisito è il nome che ha scelto per la sua casa editrice, mutuato dal romanzo L'uomo che ride di Victor Hugo (che vi consiglio, perché è proprio bello). L'ultimo giorno di “Macerata Racconta”, prima di salutarci, Orlando mi ha regalato un libro Gwynplaine, che ho subito iniziato a leggere durante il viaggio in treno per Verona. Si intitola Asthmes: è un libriccino composto da dieci brevi racconti, a mio avviso un piccolo gioiello, con in copertina una ragazza di cui s'intravedono solo i luminosi occhi verdi, visto che il resto del volto è coperto da una sciarpa e un cappello. L'immagine richiama un po' i contenuti del testo, poiché i racconti parlano di gente comune che osserva.

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