Diario di un lavoratore sociale (2)

Lunedì, 16 Giugno 2014 00:00

Almeno il mio diario

C’era una riunione in appartamento quella sera,  in cui si poteva parlare di vari argomenti a scelta.
Tra questi, la quotidianità in appartamento - con questa si intende le faccende domestiche, il senso di abitare, di appartenenza, i rapporti tra ragazze e il rispetto reciproco - e, per chi ne aveva voglia, il racconto di un pezzo della propria vita, a scelta libera.
Di solito c'è qualcuna che inizia, cui seguono commenti e ulteriori storie, sull'onda di quanto appena sentito.
Anche stavolta: Virginia quel giorno era inarrestabile, parlava e parlava, aveva bisogno di espellere parole a getto continuo; parole aguzze, che tagliuzzavano gli organi interni, che facevano sanguinare e che bisognava buttar fuori.
La sua famiglia, quando era ancora alle elementari, si spostò da una grande città del sud a un piccolo paese del nord. Era cresciuta male, comunicando peggio, nel dialetto della città senza sapere una sola parola di italiano.
Ecco come raccontava un episodio significativo della sua vita. Un episodio conseguente a una situazione odiosa e pericolosa. Un episodio da cui non c’è più ritorno.

Giovedì, 29 Maggio 2014 00:00

Una tenera compassione

Quando arrivo alla mattina, proprio davanti alla porta, mi ritrovo a pensare: “suono il campanello o uso le chiavi? In fin dei conti è casa loro.”.
Poi tiro fuori le chiavi con un gesto meccanico, apro, salgo le scale, entro in appartamento.
Prima della cucina, ci sono sei porte: quattro camere e due bagni.
Dietro ogni porta, dentro ogni camera, una storia.
Ogni storia, una giovane donna.
Ogni giovane donna, ha la possibilità di chiudere la porta e provare ad abitare la propria esistenza, dopo aver convissuto con obblighi e costrizioni decise da altri.
Questo conduce alla libertà, alla solitudine, alla novità di entrambe queste forme astratte, e alla potenzialità di trasformarle in scelte concrete.
Ma ci vuole tempo per giostrarsi tra astrazione e concretezza, per capire che la vita è la nostra, e che possederla include una serie di diritti e di doveri, codificati da altri.
“Da dove si comincia con queste ragazze?, mi chiedo; parlane con loro, mi rispondo.”

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