Libri (35)

Mercoledì, 28 Ottobre 2015 07:32

Una vita leggendaria

Henry de Monfreid nasce il 14 novembre 1879 a La Franqui-Leucate da George-Daniel de Monfreid e Amélie Bertrand.

Suo padre è pittore e incisore, frequenta i circoli artistici parigini della fine del XIX secolo ed è grande amico di Gauguin. I suoi genitori, però, si separeranno nel 1892 e la madre avrà l’affido di Henry, che frequenterà il liceo a Carcassonne e poi l’università a Parigi (ma sarà un’esperienza che durerà poco).

Mentre è a Parigi per studiare Henry incontra Lucie Dauvergne, già madre di un bambino, che gli darà (nel 1905) il  primo figlio, Marcel.

Cambierà diversi lavori, farà l’autista e il chimico e nel 1906  si trasferirà a Fécamp sulla Costa d’Alabastro in Alta Normandia. Questo luogo (in cui Georges Simenon ambienterà importanti tratti del romanzo Pietr il Lettone) sarà per lui fatale e la vicinanza col mare rafforzerà il suo amore per la navigazione proiettandolo verso nuovi orizzonti e verso nuove avventure.


Venerdì, 16 Ottobre 2015 08:39

Il mostro ama il suo labirinto

Nel maggio 2012 Adelphi pubblica, con il titolo Il mostro ama il suo labirinto, i taccuini di Charles Simic, poeta serbo naturalizzato statunitense, una delle voci più interessanti del panorama letterario americano contemporaneo, più volte candidato al Nobel per la Letteratura. Questo libriccino, da gustarsi lentamente, una pagina ogni tanto, magari aprendolo a caso di volta in volta, è proprio questo: un quadernetto di appunti – diviso in cinque parti – dalla forma non definita che spazia dall’aforisma alla citazione, dalla polemica alla riflessione di carattere filosofico, politico, religioso, letterario e altro ancora. Largo spazio hanno i ricordi, spesso attinti dagli anni della crescita del poeta in mezzo alle crudeltà della guerra feroce che dilaniava il suo paese natale. Ricordi terribili, ricordi dolci dal sapore d’infanzia, a volte anche iniziazioni lubriche e ad un tempo innocenti.

Giovedì, 08 Ottobre 2015 09:08

Uno sguardo diretto sul volto delle cose

nwLa scrittura di Niall Williams è intensa, poetica e illuminante. Uno sguardo diretto sul volto delle cose che vede la bellezza anche nella deformazione più profonda e ci fa capire quanto il potere curativo della fantasia sia importante nella vita di ogni giorno.
Ruth Swain ha diciannove anni ed è costretta a passare le sue giornate a letto in una mansarda di una fattoria irlandese, sotto la pioggia, nel “posto che spetta all’io narrante, fra questo è l’altro mondo”.


Mercoledì, 23 Settembre 2015 08:40

Fino a Salgarèda

parise002Silvio Perrella con la sua scrittura piena di energia conoscitiva ha interrogato la vita di Goffredo Parise e ne ha tratto una splendida indagine critica o “saggio-romanzo” (come l’ha definito Raffaele La Capria) che per il modo con cui è stato costruito continua a rigenerarsi sotto gli occhi ammirati dei lettori.

È un piccolo libro costruito con grande sensibilità (abbandonandosi al testo, senza un’idea precisa) su cinque capitoli, cinque luoghi che sono stati parte della scrittura di Parise: Venezia, Milano, New York, Roma e, appunto, Salgarèda, Luoghi che, secondo Perrella, spiegano tutto l’universo di un Parise nomade, irrequieto, desideroso di costruirsi una casa, ma continuamente alla ricerca di altri luoghi.


Giovedì, 20 Agosto 2015 11:23

La strada interrotta

A Orşova ritornava il Danubio. In quel punto era largo quasi un chilometro e meno, ma subito a occidente ribolliva fra i mulinelli della stretta gola del Kazan — il «Calderone» —, che misura appena centocinquanta metri. Da quando mi ero lasciato alle spalle Budapest, questo fiume insaziabile si era rimpinzato delle acque della Bava, della Drava, del Tibisco, del Maros, della Morava, e di tutta una serie di tributari meno noti. Poco dopo Orşova, al centro del fiume, la piccola isola di Ada Kaleh divideva la corrente. La fila di tetti di legno dell’isola, impennacchiata di pioppi e gelsi, era rotta all’improvviso da una bassa cupola e da un minareto, e per le strade vagavano curiosi personaggi in costume ottomano; l’isola infatti era rimasta etnicamente turca, unico frammento superstite in Europa centrale, al di fuori delle moderne frontiere della Turchia, di quell’immenso impero che era stato fermato e poi costretto ad arretrare solo davanti alle porte di Vienna. Le montagne basse e scoscese sulla sponda opposta appartenevano alla Iugoslavia.

Certi capolavori incompiuti sono appassionanti, inafferrabili, ti aprono la mente e un po’ ti cambiano.
La strada interrotta è una sorta di libro sospeso e fa parte di una trilogia (con Tempo di regali e Fra i boschi e l’acqua) che è un caso unico fra i libri di viaggio del Novecento.

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